Pages Navigation Menu

Academic & writer

exibart.com

ibri_biografie
Leo & C.
(johan & levi 2010)

pubblicato lunedì 31 gennaio 2011

Leo Castelli, ancora. Dopo la biografia di Alan Jones pubblicata in Italia da Castelvecchi nel 2007, ne arriva un’altra. Di quelle monumentali, come si addice alla collana di Johan and Levi. A firma di Annie Cohen-Solal…

Personaggio leggendario del panorama dell’arte contemporanea, stratega e, nello stesso tempo, entusiasta cultore del buon gusto e delle buone maniere, scopritore di talenti e amante del presente. Ma anche persona di buon cuore e commerciante sui generis che ha fatto del mondo dell’arte (e del mercato dell’arte) il luogo privilegiato del proprio discorso, Leo Castelli è pietra miliare di un racconto che intreccia, lungo il cammino dell’arte, una sfilata di nomi, luoghi e occasioni di straordinaria bellezza e natura intellettuale.

Bobi Bazlen, Gillo Dorfles, Leonor Fini. Trieste, appunto, lasciata all’età di 24 anni, e l’infanzia felice. Ma anche l’Austria di Schiele, la Parigi surrealista, la Bucarest moderna e la volta di New York. E poi, via via, Robert Rauschenberg, Jasper Johns (la sua prima mostra alla Castelli Gallery – un appartamento sulla 77esima – è del 1958), Andy Warhol(il suo più grande pentimento), Oldenburg, Richard Serra, Rosenquist, Cy Twombly,Roy Lichtenstein. E, ancora, Ileana Sonnabend, Ivan Karp, Alan Solomon L’avventura della Biennale del ’64 e il Leone d’oro a Rauschenberg, il conflitto col MoMA e le donazioni (memorabile è, tra le altre, quella al presidente Kennedy), Soho, la Terra Promessa a Sud di Houston Street e il dominio incontrastato della scena planetaria dell’arte.

Con Leo & C. Storia di Leo Castelli, tradotto in Italia da Manuela Bertone, Annie Cohen-Solal racconta, avvalendosi di una fitta rete di documenti e ricordi, non solo la storia minuziosa di un uomo che ha saputo trasformare, grazie a una innata sensibilità e a un intuito pungente, l’arte in America e nel mondo, ma anche la storia di alcune famiglie e di alcuni eventi internazionali legati a una lunga storia che parte dalla seconda metà del XVI secolo, dalla comunità ebraica di Monte San Savino (in Toscana) dove i Castelli vissero uno dei primi casi di ghettizzazione, e giunge, via via, all’Europa d’inizio Novecento, alle energie delle avanguardie storiche, alle guerre mondiali, alla storia dell’arte d’oggi.

Dopo una serie di informazioni relative alle vicende delle famiglie Castelli e Crausz, Cohen-Solal apre un esemplare spaccato della Trieste variopinta e cosmopolita, “città perturbante, dove non è certo banale essere nati”. E proprio in una giovanissima Trieste, porto franco costruito per volere dell’imperatrice d’Austria (1769), nel 1799, comincia un’avventura che parte da Giacobbe Castelli (il primo Castelli a Trieste) e, via Aronne, il “perfetto triestino” della famiglia, arriva a intrecciare, dopo un secolo, nel settembre del 1900, la figura di Ernesto Krausz (giovane banchiere originario di Göntér, vicino a Siklos, in Ungheria), marito di Bianca Castelli e, naturalmente, padre di Leo Castelli, l’uomo che visse, sempre, “con un’altra identità, quella di Leo Krausz”.

In tre capitoli e trenta paragrafi fittissimi di documenti, comunicati stampa introvabili, interviste, viaggi e importanti testimonianze, Annie Cohen-Solas monta, così, una serie di storie avvincenti che catturano il lettore e lo portano, stanza dopo stanza, a scoprire un passato collettivo e, d’altro canto, un presente sempre più vivace, suadente, coinvolgente

articoli correlati
La biografia edita da Castelvecchi nel 2007

antonello tolve
la rubrica libri è diretta da marco enrico giacomelli